CCNL Turismo: aumenti oltre il 13% e maggiore impulso alla contrattazione di secondo livello, Federterziario rinnova il contratto

Patrizi: «L’Italia può rafforzare il proprio ruolo di destinazione privilegiata nel nuovo scenario internazionale. Servono imprese competitive e lavoratori sempre più qualificati»

Federterziario ha sottoscritto il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle aziende del settore turismo, dei pubblici esercizi e della ristorazione per il triennio 2026-2029. Un accordo che punta a coniugare crescita delle imprese, valorizzazione del lavoro e competitività del sistema turistico nazionale attraverso strumenti innovativi in grado di rispondere alle profonde trasformazioni che stanno interessando il comparto.

Il nuovo contratto nasce in un contesto caratterizzato da una crescente competizione internazionale, dall’accelerazione dei processi di innovazione tecnologica e digitale, dall’evoluzione delle esigenze della clientela e dalla sempre maggiore attenzione alla qualità dei servizi. In questo scenario, il rinnovo individua nelle risorse umane, nelle competenze e nella partecipazione i fattori chiave per sostenere lo sviluppo delle imprese e dell’occupazione.

Secondo i dati più recenti, il settore turistico italiano impiega oltre 1,5 milioni di lavoratori nelle attività ricettive e della ristorazione, mentre il turismo, nel 2025, ha generato un contributo stimato in oltre 237 miliardi di euro all’economia nazionale e un impatto pari al 13,2% dell’occupazione complessiva. Le previsioni per il prossimo decennio indicano una crescita ulteriore del comparto, destinato a consolidare il proprio ruolo strategico per lo sviluppo economico del Paese.

«Il rinnovo del CCNL Turismo rappresenta una risposta concreta alle trasformazioni che stanno investendo il mercato del lavoro e uno dei comparti più strategici per l’economia italiana – dichiara il Presidente di Federterziario, Nicola Patrizi – Oggi non possiamo più immaginare contratti che si limitino a fotografare l’esistente. Abbiamo bisogno di strumenti capaci di accompagnare l’innovazione, valorizzare le competenze e sostenere la produttività delle imprese. È da qui che passa anche la crescita delle retribuzioni e della qualità del lavoro. In una fase storica caratterizzata da forti tensioni geopolitiche e da una ridefinizione dei flussi turistici internazionali, l’Italia può rafforzare ulteriormente il proprio ruolo di destinazione privilegiata. Per cogliere questa opportunità servono imprese competitive, servizi di qualità e lavoratori sempre più qualificati».

Tra gli aspetti più rilevanti dell’intesa figura il significativo miglioramento delle condizioni economiche dei lavoratori. Il confronto tra le precedenti tabelle retributive e i nuovi minimi salariali previsti a regime, evidenzia incrementi medi superiori al 13%, con punte che superano il 14% nei livelli di inquadramento più elevati. Un risultato che rafforza il potere d’acquisto dei lavoratori e che, al tempo stesso, garantisce alle imprese un percorso graduale e sostenibile di adeguamento del costo del lavoro.

Uno degli assi portanti del rinnovo è il rafforzamento della contrattazione di secondo livello, territoriale e aziendale, individuata come lo strumento principale per collegare la crescita delle retribuzioni ai risultati delle imprese e alle specificità dei territori. Il nuovo CCNL attribuisce infatti un ruolo centrale alla contrattazione decentrata nella gestione dell’organizzazione del lavoro, degli orari, delle turnazioni, dello smart working, dei percorsi formativi e dei sistemi premianti.

In questo quadro, il contratto intende altresì valorizzare la partecipazione dei lavoratori ai processi di crescita aziendale anche attraverso premi di risultato collegati a produttività, qualità, efficienza, innovazione e risultati economici misurabili e verificabili. Le Parti hanno, in tale ottica, definito linee programmatiche finalizzate a favorire un progressivo incremento della partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale ed un aumento delle retribuzioni coerente con i risultati economici e organizzativi conseguiti dalle imprese. Per le realtà che non adottano la contrattazione di secondo livello saranno previsti specifici meccanismi perequativi ed elementi retributivi aggiuntivi, con l’obiettivo di ridurre le disparità e sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori.

Si consolida così un modello di relazioni industriali più moderno e partecipativo, capace di coniugare flessibilità organizzativa, competitività delle imprese e crescita salariale, valorizzando il ruolo dei territori e delle economie locali che rappresentano uno degli elementi distintivi del turismo italiano.

«Il turismo non è soltanto uno dei principali motori economici del Paese, ma una filiera articolata che coinvolge migliaia di imprese, professionisti e lavoratori chiamati ogni giorno a rappresentare l’immagine dell’Italia nel mondo – afferma il Presidente di Federterziario Turismo, Enzo Carella – Questo rinnovo contrattuale investe proprio sul capitale umano, che resta il principale fattore competitivo del settore. Formazione, aggiornamento delle competenze, partecipazione e qualità dell’organizzazione del lavoro sono le condizioni indispensabili per attrarre nuovi talenti, ridurre il mismatch tra domanda e offerta e accompagnare le imprese verso le sfide della digitalizzazione e della sostenibilità. Con questo contratto rafforziamo un modello di sviluppo che mette al centro la qualità dei servizi, la valorizzazione delle professionalità e la crescita dell’intera filiera turistica italiana».

Altro elemento qualificante del nuovo CCNL è il potenziamento degli strumenti di flessibilità organizzativa. In un settore fortemente condizionato dalla stagionalità e dalla variabilità dei flussi turistici, il contratto introduce soluzioni che consentono una gestione più efficiente dell’orario di lavoro, bilanciando le esigenze delle imprese con quelle dei lavoratori attraverso maggiorazioni, indennità, riposi compensativi e altri strumenti previsti dalla normativa vigente.

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla formazione continua e all’aggiornamento professionale. Il rinnovo promuove percorsi formativi orientati allo sviluppo delle competenze digitali e della sostenibilità, anche attraverso il sistema della bilateralità e gli strumenti di finanziamento dedicati alla formazione, con l’obiettivo di accrescere il livello professionale degli addetti e rafforzare la competitività del turismo italiano.

Il nuovo CCNL dedica inoltre ampio spazio ai temi della conciliazione tra vita privata e lavoro, delle pari opportunità, dell’inclusione sociale, della valorizzazione delle diversità e del welfare contrattuale, nella consapevolezza che la qualità dell’organizzazione del lavoro rappresenta oggi uno dei principali fattori di attrattività delle imprese e di fidelizzazione delle risorse umane.

L’accordo rafforza infine il ruolo della bilateralità quale strumento fondamentale di supporto alle imprese e ai lavoratori, attraverso politiche attive del lavoro, formazione professionale, incontro tra domanda e offerta di lavoro, sostegno al reddito e qualificazione delle competenze.

Per Federterziario il rinnovo del CCNL Turismo rappresenta un investimento sul futuro del settore e una risposta concreta alle sfide che attendono il sistema turistico nazionale nei prossimi anni, con l’obiettivo di favorire occupazione qualificata, sviluppo delle imprese e crescita sostenibile.

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