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Decreto "Cura Italia"

Cosa prevede il Decreto Cura Italia? Uno stop della macchina fiscale con la sospensione di accertamenti, cartelle esattoriali, versamenti Iva, Irpef e contributivi. E ancora ammortizzatori sociali a sostegno delle Partite Iva, tra le categorie più penalizzate in questo momento, e cassa integrazione anche per le piccole imprese. FederTerziario dando da oltre 25 anni rappresentanza a quasi 90.000 micro piccole e medie imprese su tutto il territorio nazionale, ne conosce la fragilità e questa crisi rischia di causare la chiusura di gran parte di esse, per questo motivo segnala al governo la necessità di ulteriori iniziative a salvaguardia dell’economia nazionale individuando le risorse necessarie all’interno dei fondi europei attuali e futuri riorientando le finalità , con il vantaggio di non creare nuovo debito pubblico. Saranno attivate da oggi le 70 strutture territoriali e la rete di professionisti collegata a FederTerziario per assistere imprenditori e liberi professionisti nell'accesso ai fondi stanziati per l'emergenza e per dare il proprio contributo, anche mediante gli strumenti della bilateralità, per sostenere il sistema produttivo italiano, con particolare attenzione ai settori particolarmente penalizzati dall'emergenza e alle micro imprese che finalmente potranno fruire di strumenti di sostegno al reddito fino ad ora inaccessibili.

CIGO E ASSEGNO ORDINARIO

Chi può richiederli?

I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 per una durata massima di 9 settimane, e comunque entro il mese di agosto 2020.

Termini della domanda

La domanda deve essere presentata entro la fine del 4° mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa La domanda non è soggetta alla verifica dei requisiti ordinari di legge (situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all'impresa o ai dipendenti, incluse le intemperie stagionali; b) situazioni temporanee di mercato).  

Deroghe

  L’informazione, la consultazione e l’esame congiunto che possono essere svolti in via telematica. I periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario concessi per l’emergenza COVID 19 non sono conteggiati ai fini dei limiti previsti dalla legge (24 o 30 mesi in un quinquennio mobile) e sono neutralizzati ai fini delle successive richieste. Per l’anno 2020 all’assegno ordinario garantito dal Fondo di integrazione salariale non si applica il tetto aziendale non superiore a 4 volte l’ammontare dei contributi ordinari dovuti dal datore di lavoro. Per i soli periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario concessi per l’emergenza non si applica la contribuzione addizionale, l’aliquota integrazione fondo integrazione salariale e i contributi di finanziamento. L’assegno ordinario è concesso, per il periodo indicato e nell’anno 2020, anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti. Lavoratori I lavoratori destinatari delle norme di cui al presente articolo devono risultare alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori stessi non si applica la disposizione relativa all’anzianità di servizio. Qualora dal monitoraggio INPS emerga che è stato raggiunto, anche in via prospettica il limite di spesa, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande
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TRASFORMAZIONE CIGS IN CIG

Chi può richiederla?

Le aziende che alla data di entrata in vigore del D.L. 23 febbraio 2020, n. 6, hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale per emergenza COVID 19 per un periodo non superiore a 9 settimane. La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce il trattamento di integrazione straordinario già in corso. La concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale è subordinata alla sospensione degli effetti della concessione della cassa integrazione straordinaria precedentemente autorizzata

Deroghe

Il periodo di trattamento ordinario di integrazione salariale concesso per emergenza Coronavirus non è conteggiato ai fini dei limiti di legge e non si applica la contribuzione addizionale a carico del dipendente. Per l’espletamento dell’esame congiunto e la presentazione delle istanze per l’accesso ai trattamenti straordinari di integrazione salariale non si applicano i normali termini procedimentali.

Lavoratori

La concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale può riguardare anche i medesimi lavoratori beneficiari delle integrazioni salariali straordinarie a totale copertura dell’orario di lavoro.
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TRASFORMAZIONE ASSEGNI SOLIDARIETÀ IN ASSEGNO ORDINARIO

Chi può richiederla?

I datori di lavoro, iscritti al Fondo di integrazione salariale, che alla data di entrata in vigore del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, hanno in corso un assegno di solidarietà, possono presentare domanda di concessione dell’assegno ordinario per emergenza COVID 19 per un periodo non superiore a 9 settimane. La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce l’assegno di solidarietà già in corso.

Lavoratori

La concessione dell’assegno ordinario può riguardare anche i medesimi lavoratori beneficiari dell’assegno di solidarietà a totale copertura dell’orario di lavoro.
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