Emanato il D.D. n.227 dell’11 maggio 2026 che ha formalmente adottato le nuove Linee Guida per l’attivazione, il funzionamento e la vigilanza dei Fondi Paritetici Interprofessionali.
Il testo, entrato in vigore il 12 maggio, è il risultato delle interlocuzioni intercorse fra Direzione Generale delle Politiche Attive del Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Fondi Interprofessionali e Parti Sociali, cui ha partecipato il Segretario Generale Alessandro Franco.
Le nuove Linee Guida confermano il ruolo dei Fondi come strumento di politiche attive del lavoro, e il ruolo della formazione come leva strategica per colmare il mismatch fra domanda e offerta di lavoro, accrescendo competenze dei lavoratori e competitività delle imprese.
Il testo, come modificato, adotta disposizioni integrative e correttive alle Linee Guida emanate con il D.D. n. 8 del 9 gennaio 2026 e fissa nuovi termini per l’adempimento di tutte le procedure previste, cui FondItalia – il Fondo Paritetico Interprofessionale costituito da Federterziario e UGL – si sta già adeguando.
In relazione alla governance dei Fondi, il documento ripropone le regole relative all’organizzazione statutaria, confermando l’assenza di inconferibilità e di conflitto di interessi in capo a soggetti che ricoprono incarichi direttivi e di amministrazione del Fondo e affida ai Fondi stessi la verifica dell’assenza di conflitto di interessi, inconferibilità e incompatibilità rispetto alle funzioni di condivisione dei piani formativi destinati ad essere finanziati dal Fondo. Resta vigente il dettato secondo cui non potrà essere conferito nuovo incarico ad amministratori che abbiano già rivestito cariche all’interno del Fondo per una durata superiore ai nove anni anche in caso di più mandati non consecutivi, maturati successivamente all’approvazione dello Statuto e del Regolamento. Non è più presente il passaggio relativo alla incompatibilità fra incarichi direttivi e di amministrazione del Fondo e incarichi direttivi e di amministrazione delle PPSS costitutive.
Entro il 1° ottobre 2026, FondItalia, come tutti Fondi, dovrà trasmettere al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Statuto e Regolamento aggiornati, che saranno approvati entro 120 giorni, per essere poi pubblicati sul sito istituzionale del Fondo, al fine di rispondere ai criteri di trasparenza cui le Linee Guida fanno riferimento.
Nel nuovo documento sono state accolte molte proposte di Federterziario, fra cui quella relativa alle modalità di adesioni, revoche e mobilità che possono essere effettuate in qualsiasi momento dell’anno, come già previsto dall’articolo 19, comma 7 bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, ferma restando l’impossibilità per l’impresa di attivare una nuova procedura di adesione o mobilità nei successivi 12 mesi.
Pur continuando ad essere accorpate spese di gestione e spese propedeutiche in un unico capitolo di spesa relativo ai costi di funzionamento, il testo, mediando fra la precedente versione e le richieste dei Fondi e delle PPSS, prevede un nuovo sistema di calcolo per i costi di funzionamento, partendo dalle percentuali definite dal D. Interm. 17 dicembre 2009 (8%, 6%, 4%) relative ai costi di gestione, cui andranno sommate le percentuali previste dai nuovi scaglioni 12%, 11%, 7%, ed una ulteriore quota annua aggiuntiva pari al 2% per i Fondi che abbiano articolazioni territoriali o regionali in almeno 5 Regioni (di cui almeno 1 nel Mezzogiorno), nel rispetto del limite massimo del 20% per le spese di funzionamento. Se pur calcolati sul numero dei dipendenti, gli scaglioni, come richiesto da Federterziario, tengono conto esclusivamente del numero dei lavoratori delle imprese attive aderenti, al netto delle revoche e delle cessazioni. La base imponibile per il calcolo della quota percentuale annua delle spese di funzionamento sarà costituita dalle risorse provenienti dal gettito dello 0,30% e dalle eventuali risorse integrative.
Quanto alle risorse complementari di provenienza privata, il limite massimo è stato innalzato al 40% delle entrate su base triennale.
Fra le altre richieste avanzate da Federterziario si segnala che è stata accolta l’eliminazione della polizza fidejussoria per il Fondo di Economia e Gestione Rischi e la richiesta di aumentare i 180 giorni previsti per l’adeguamento dei sistemi informativi a decorrere dalla pubblicazione delle precedenti Linee Guida. Nella nuova versione del documento i 180 giorni decorrono, infatti, dall’entrata in esercizio del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro che dovrà essere realizzato dal MLPS, dal MIM, dal MUR, dalle Regioni e province autonome, dall’INPS e dall’INAPP, al fine di rappresentare la base per la formazione del fascicolo elettronico del lavoratore.
Nella release è prevista la ridefinizione delle procedure relative alle verifiche periodiche per il mantenimento dell’autorizzazione e per la vigilanza e il controllo dei Fondi Interprofessionali.
Fra le novità che coinvolgono gli Enti Attuatori si segnala che per la species della delega si ritorna a quanto previsto nella Circolare 2/2009 del MLPS, dal momento che è fatto espresso divieto del ricorso alla delega per le attività di progettazione, direzione, coordinamento, gestione e rendicontazione, ed è chiarito che non si può ricorrere al sub-affidamento delle attività già oggetto di delega. Novità rilevante è l’eliminazione del tetto del 30% relativo all’affidamento in delega.
Ulteriore novità per gli Enti Attuatori è l’innalzamento della percentuale destinata ai Conti individuali dall’80 al 90% del gettito INPS da utilizzare entro tre anni e la rideterminazione della percentuale da destinare ai Conti collettivi su base triennale pari al 70% che salirà al 75% a decorrere dal 2035.
È prevista la possibilità della rendicontazione a costi standard o a costi reali per i quali si abbassa la percentuale massima rendicontabile per i costi indiretti su base forfetaria che scende al 15%.
Dal punto di vista della gestione delle attività formative il testo sottolinea l’importanza della certificazione delle competenze, in linea con il decreto n. 115 del 09 luglio 2024, e fissa una disciplina più stringente per la FAD, prevedendo piattaforme che consentano l’identificazione di docenti e discenti, il rilevamento delle presenze e la produzione di report idonei. La release del documento ha accolto, in definitiva, molte richieste degli attori coinvolti, al fine di coordinare e sostenere l’operatività dei Fondi Interprofessionali in risposta ai continui mutamenti sociali, economici e produttivi e alle transizioni in atto.









