Il governo è al lavoro per un intervento contro il caro-energia, una delle principali zavorre per famiglie e imprese. Sul tavolo c’è l’atteso decreto energia, in gestazione da mesi e ancora senza una data certa, che però nelle ultime ore si arricchisce di nuove misure dal forte impatto politico ed economico. E in attesa della sua effettiva approvazione, resta però alta la preoccupazione di FederTerziario, che avverte: «Senza interventi rapidi e strutturali, i conti delle micro, piccole e medie imprese italiane rischiano di non reggere».
Per le famiglie più fragili spunta l’ipotesi di un contributo annuo straordinario da 55 euro sulle bollette elettriche, destinato nel 2026 a circa 4,5 milioni di nuclei “vulnerabili”: quelli con Isee fino a 15 mila euro o con almeno quattro figli a carico e Isee fino a 20 mila euro. Il bonus sarebbe aggiuntivo rispetto al bonus sociale già esistente.
Per le piccole e medie imprese, invece, si studia uno sconto sulla luce attraverso la riduzione degli oneri di sistema legati al finanziamento delle fonti rinnovabili. Le risorse complessive ammonterebbero a un miliardo di euro: 750 milioni per le imprese e 250 milioni per le famiglie, attingendo alle disponibilità della Cassa per i servizi energetici e ambientali. Ma non basta. Per abbattere gli oneri Asos, legati agli incentivi dei vari “Conto Energia” dal 2005 al 2012, il governo valuta anche una cartolarizzazione fino a 5 miliardi l’anno dal 2026 al 2030, tramite emissioni obbligazionarie con il coinvolgimento di Cdp e Csea.









